Come trasformare una bottiglia di vino in un manifesto di territorio 

Direzione visiva e product photography per trasformare l’identità di un vino in immagine

Questo è un Concept Project.
Ho applicato la mia direzione creativa a un prodotto reale di Cantine Gandolfo per esplorare nuove soluzioni visive nel settore beverage, senza vincoli di committenza

SETTORE                              Vitivinicolo

ANNO                                  2026

obiettivo

Dare forma visiva ad un posizionamento premium

Quando ho iniziato a pensare a questo progetto, avevo ben chiaro il traguardo che volevo raggiungere, costruire un set di due scatti dal forte impatto visivo capace di accompagnare Cantine Gandolfo verso un posizionamento premium.

Il materiale visivo è progettato per trovare spazio tra i padiglioni delle fiere di settore, spaziando dai banner alle brochure, creando immagini capaci di comunicare il legame profondo con il territorio, dando alle bottiglie la veste visiva che meritano.

analisi

Analisi dell'identità e dei touchpoint del brand

Studiando il posizionamento del brand, sono emersi concetti chiave fortissimi: “I nostri vini nascono tra le colline assolate di Salemi..”
“Ogni bottiglia racconta la storia della nostra famiglia.”

Il vero claim invisibile, quello che guidava tutto, era: “Da Salemi con amore”.

Analizzando i touchpoint del brand, ho notato anche un altro elemento forte: il monogramma aziendale, presente ovunque sul packaging e persino impresso sulle botti.
C’erano due anime da mettere a fuoco: l’origine e il simbolo.

il Concept

Concept creativo tra autenticità territoriale e riconoscibilità del marchio

Il progetto è nato con un’idea precisa: smettere di trattare il territorio e il marchio come semplici elementi decorativi di contorno. Volevo che il primo prodotto respirasse l’aria di Salemi, e che per la seconda bottiglia di vino facesse del monogramma non una firma statica ma il motore visivo dell’immagine.

la soluzione

Gestione della luce e shooting in studio

Per il primo scatto ho scelto di lavorare con un processo ibrido. La bottiglia è stata fotografata e controllata nei minimi dettagli in studio. Il setting della luce sul vetro e sull’etichetta è stata calibrata millimetricamente per dialogare con i toni caldi del tramonto siciliano mentre l’intelligenza artificiale mi ha aiutato a costruire la scenografia del contesto, ricreando quella luce calda e specifica che chi conosce Salemi riconosce al primo sguardo. L’obiettivo era fondere perfettamente il prodotto reale con l’atmosfera del paesaggio, facendo in modo che il vino assorbisse visivamente la luce della sua terra.

Per la seconda bottiglia, ho costruito lo scatto attorno al rosso il colore del vino e dell’energia del marchio.

Il monogramma non è stato semplicemente inserito come elemento grafico piatto, ma è stato integrato nello scatto come una traccia luminosa ed energica che avvolge la bottiglia (tecnica light painting).

L’obiettivo era prendere un simbolo statico di riconoscibilità e trasformarlo in visione, rendendo l’identità del cliente l’essenza stessa della fotografia.

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post-produzione

Output Multicanale

La post-produzione, in entrambi i casi è servita a far combaciare ogni tassello in un’unica visione coerente. Nel primo scatto, l’impegno principale si è concentrato sulla fusione tra il contesto generato e il prodotto reale, calibrando i riflessi sul vetro affinché assorbissero naturalmente la luce del tramonto. Nel secondo, ho ripulito le tracce di luce in eccesso per fare in modo che il monogramma luminoso sembrasse davvero scolpito nell’aria, mantenendo intatte le texture naturali della bottiglia e dell’etichetta senza alterarne la materia.

Risultato

Un'Identità Visiva Proprietaria

Questo progetto dimostra come un’identità aziendale quando viene analizzata a fondo e tradotta in scelte visive rigorose  possa trasformare una bottiglia di vino in un manifesto di territorio
“Da Salemi con amore” non era solo una frase da leggere, era un’immagine in attesa di essere costruita.